Dall’alta sartoria digitale a TikTok: come Daniele Cinà racconta la trasformazione di Roma

07/05/2026

Mentre molti politici considerano i social network come una vetrina per l’auto-esaltazione, a Roma si sperimenta un modello radicalmente diverso: i social come strumento di servizio e trasparenza per la cittadinanza.

Nell’ultima puntata di METRICHE Talk, Domenico ha ospitato Daniele Cinà, dal 2022 a capo della comunicazione digital del Sindaco Roberto Gualtieri. Siciliano di nascita ma formatosi a Bologna, Cinà vanta un passato da regista cinematografico e strategist politico alla Camera dei Deputati e al MEF.

Dalla gestione dell’account TikTok milionario fino al metodo per preservare la credibilità istituzionale nelle crisi quotidiane, ecco i retroscena della complessa macchina digital del Campidoglio.

1. Il metodo oltre l’algoritmo: l’engagement costante su Instagram

Un dato salta subito all’occhio degli analisti: negli ultimi tre anni (un’era geologica per il digital), l’account Instagram di Roberto Gualtieri ha mantenuto un engagement rate costante del 3,8%. Un risultato non banale per un profilo istituzionale. Il segreto? Cinà lo definisce un metodo:

“Ogni volta che creiamo un contenuto ci chiediamo: ‘Ma questo serve ai cittadini? Li aiuta a capire cosa stiamo facendo?’. Non ci guidano l’algoritmo o le piattaforme, ma i fatti. L’errore più comune nella comunicazione istituzionale è usare i social come una vetrina. Per noi sono uno strumento per comprendere la trasformazione di Roma.”

Il focus si è spostato dal politico al cittadino: alle persone non interessa il leader in sé, ma l’impatto reale che le decisioni politiche hanno sulla loro quotidianità.

2. La comunicazione “Sartoriale” e il fattore Credibilità

Daniele Cinà paragona il suo lavoro a quello dell’alta sartoria: non esiste una strategia universale che funzioni per tutti, ma la buona comunicazione va cucita addosso alle caratteristiche della persona.

Nel caso di Gualtieri, lo staff è partito da una base solida: la figura del professore universitario, abituato a studiare e spiegare. L’obiettivo non è mai stato creare un “influencer”, bensì esaltare la sua competenza, la sua autorevolezza e, soprattutto, preservarne la credibilità, il valore più prezioso in politica.

Questo rigore si vede anche nei cantieri: il Sindaco arriva sul posto e dialoga direttamente con i responsabili tecnici per scovare dettagli e aneddoti storici (da professore di storia) che non si trovano nelle carte ufficiali, arricchendo lo storytelling e traducendo concetti complessi in messaggi accessibili a tutti.

3. Il boom di TikTok: scardinare i follower grazie ai “Per Te”

Il passaggio del Sindaco su TikTok ha inizialmente sollevato dibattiti interni sul rischio di minare la sacralità istituzionale del ruolo. Cinà, tuttavia, ha intuito la portata rivoluzionaria della piattaforma:

  • Democratizzazione del contenuto: TikTok ha svincolato le visualizzazioni dal numero di follower di partenza grazie all’algoritmo dei “Per Te”.
  • Numeri record: Dal 1° gennaio 2022 al 1° maggio 2026, TikTok è diventato il canale più reattivo per Gualtieri, superando la somma di Facebook e Instagram con oltre 8,1 milioni di interazioni complessive.

Questo canale ha permesso al Campidoglio di intercettare una platea vastissima e precedentemente distante, curiosa di vedere la metamorfosi della propria città raccontata senza filtri ma con estrema sintesi (lavorando per “frenare” i dettagliati monologhi iniziali del Sindaco-secchione).

4. Affrontare le crisi “ci mettendo la faccia”

Gestire il digital di una metropoli complessa come Roma significa fare i conti quotidianamente con imprevisti: voragini, alberi caduti o disservizi. Di fronte alle crisi comunicative, la linea scelta dal team è la trasparenza assoluta:

“Se accade qualcosa di negativo in città, il Sindaco non si nasconde. Ci mette la faccia, va sul posto in prima persona e racconta come l’amministrazione sta affrontando il problema. La trasparenza è l’unica chiave per ricostruire la fiducia.”

Cinà ricorda come all’inizio del mandato il sentiment dei romani fosse fortemente penalizzato dai pregressi problemi storici della città (come i celebri bus che prendevano fuoco, ribattezzati Flambus). Il ribaltamento del sentiment è avvenuto perché la comunicazione poggia su un pilastro inscindibile: i fatti (come l’arrivo reale di nuovi autobus).

5. Una Social Room “agguerrita” e la strategia permanente

Lo staff digital del Campidoglio è un nucleo ristretto ma altamente trasversale. La filosofia di Cinà prevede che tutti debbano saper fare tutto: dalle riprese video al montaggio, dalle grafiche alla stesura dei testi. Questo approccio permette una comprensione profonda del lavoro altrui e garantisce una coerenza stilistica impeccabile.

A chi gli chiede della strategia social in vista delle prossime elezioni comunali (previste tra un anno, in cui Gualtieri si ricandiderà), Cinà risponde smontando il vecchio modo di fare politica:

“La nostra strategia dura da anni. Al contrario di chi apre i profili due mesi prima del voto per poi chiuderli il giorno dopo, noi coltiviamo una comunicazione permanente basata sul rapporto quotidiano coi cittadini. La migliore strategia è la fiducia costruita nel tempo.”

Un formato, quello romano, che ha sdoganato persino i meme e le parodie online come certificato di efficacia (se diventi un meme significa che sei entrato nell’immaginario collettivo) e che oggi fa da scuola ai sindaci di altre grandi metropoli europee.

Guarda l’intervista completa su uraniamedia.it

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