Il retroscena dei sondaggi e il futuro della comunicazione: intervista a Livio Gigliuto (Istituto Piepoli)

21/05/2026

Nel panorama dell’opinione pubblica e del marketing, la parola “sondaggio” viene spesso fraintesa. C’è chi li considera profezie infallibili e chi, al contrario, li liquida come “venditori di fumo” quando i risultati non coincidono con le proprie aspettative.

Per fare chiarezza ed esplorare il dietro le quinte di questo affascinante mondo, nell’ultima puntata di METRICHE Talk Domenico ha ospitato Livio Gigliuto, Presidente dell’Istituto Piepoli e autore del libro 100% Italia.

Dalla nascita di un campione demoscopico all’impatto dell’Intelligenza Artificiale, fino all’evoluzione della comunicazione politica, ecco cosa è emerso da questa conversazione esclusiva.

Il “mito” del campione: come fa uno specchio a riflettere 60 milioni di italiani?

Una delle domande più frequenti che i non addetti ai lavori si pongono è: com’è possibile che bastino poche centinaia di persone per definire il pensiero di un’intera nazione?

Gigliuto ha smontato la figura mitologica del singolo “sondaggista”, ricordando che dietro ogni dato c’è il lavoro metodico di team di ricercatori qualificati. Il segreto del successo non risiede nella quantità, ma nella stratificazione:

“Se dobbiamo fare un sondaggio sull’Italia e immaginiamo un campione di 100 persone, queste 100 persone devono essere una ‘mini Italia’. Se il 52% degli italiani è donna, 52 dovranno essere donne. Lo stesso principio si applica per fasce d’età e aree geografiche. Crei una mini Italia, fai le domande e, con un piccolo margine d’errore (3-4%), scopri cosa pensano tutti.”

CATI, CAMI e CAWI: l’importanza del metodo “Mix-Mode”

Oggi le persone non rispondono più al telefono con la stessa facilità di vent’anni fa, soprattutto a causa dell’overdose di chiamate commerciali. Superato lo scoglio iniziale, però, la voglia di esprimersi resta intatta. La vera sfida è intercettare i giusti target con gli strumenti adatti:

  • CATI (Telefono fisso): Ideale per raggiungere le fasce di popolazione più anziane.
  • CAMI (Cellulare): Raggiunge la popolazione adulta e di mezza età.
  • CAWI (Web/Link): L’unico modo efficace per coinvolgere i giovani, che non rispondono più alle chiamate dirette.

Per ottenere un dato affidabile, l’unica vera soluzione è l’approccio integrato che unisce tutte e tre le metodologie.

Sondaggio vs Exit Poll: smettiamola di parlare di “previsioni”

Un errore sistematico commesso dai media e dalla politica è confondere il sondaggio con una previsione del futuro.

  • Il Sondaggio è una fotografia statica: “Noi non facciamo previsioni, facciamo fotografie di come andrebbero a votare le persone OGGI” ci tiene a precisare Gigliuto. Tra il giorno del sondaggio e quello del voto passano giorni o settimane in cui la campagna elettorale muta radicalmente le intenzioni delle persone.
  • L’Exit Poll è una misurazione del passato recente: Non è un sondaggio basato su intenzioni, ma la replica di un’azione già compiuta. L’elettore esce dal seggio e inserisce in un’urna anonima un fac-simile della scheda appena votata. In questo caso, il campione non è costruito sulle persone, ma sui seggi di riferimento.

Social Listening, AI e Ricerca di Mercato: un’alleanza inevitabile

Può l’Intelligenza Artificiale sostituire i sondaggi tradizionali? La risposta è no, ma l’integrazione è già realtà. Cercare di tenere separati il mondo dei sondaggi campionari e quello dei dati digitali (come il social listening) significa “provare a fermare il vento con le mani”.

I due strumenti sono complementari:

  1. Il Dato Digitale (Social Listening & AI): Aiuta a mappare il sentiment emergente, a capire quali temi stanno scaldando le conversazioni in rete e come si muovono le tendenze.
  2. Il Sondaggio Tradizionale: Permette di “dimensionare” con precisione scientifica quel fenomeno, scavando in profondità per capire chi sono esattamente le persone che provano quel sentimento e perché.

L’Italia reale è più moderna di come la dipingiamo

All’interno del suo libro 100% Italia, Gigliuto ha raccolto cento domande poste agli italiani, oscillando tra il serio e il faceto (scoprendo persino che, per la maggioranza degli intervistati, si dice “arancino” e non “arancina”!).

I dati più interessanti, tuttavia, riguardano la percezione sociale. Se da un lato più di un italiano su due ammette che evaderebbe le tasse se fosse sicuro di non essere scoperto, dall’altro emerge una profonda sorpresa sui temi dei diritti e delle libertà personali:

“Ogni domanda che aveva a che fare con la libertà delle persone di essere se stesse ha rivelato un Paese aperto e molto più moderno di come siamo abituati a immaginarlo o di come lo dipingono i media. Ci vediamo più brutti di come siamo.”

In conclusione: lo sguardo verso il 2027

Guardando alle prossime grandi scadenze elettorali del 2027, la partita politica italiana appare oggi in perfetto pareggio e totalmente aperta. In un contesto così fluido, a fare la differenza non saranno solo le coalizioni principali, ma il ruolo dei partiti “outsider” e, soprattutto, l’evoluzione della legge elettorale che guiderà il risultato finale.

Che si tratti di politica, di grandi campagne sociali (come i sondaggi sulla salute e la donazione del plasma citati da Gigliuto) o di strategie di marketing aziendali, una cosa resta certa: ascoltare e mappare scientificamente l’opinione delle persone rimane l’unica vera bussola per non navigare a vista.

Guarda l’intervista completa su uraniamedia.it

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