Cosa serve per trasformare la comunicazione di un leader politico regionale in un caso di successo nazionale, capace di generare milioni di interazioni in modo totalmente organico e senza investire un solo euro in pubblicità?
Nell’ultima puntata di METRICHE Talk, Domenico ha intervistato Veronica Rigoni, Responsabile della Comunicazione di Roberto Occhiuto (Presidente della Regione Calabria e Vicesegretario di Forza Italia). Veneta d’origine ma trapiantata al Sud per amore delle sfide complesse, Veronica vanta un curriculum che include una preziosa collaborazione digitale al fianco di Silvio Berlusconi.
Ecco i segreti, le strategie e la filosofia emersi dal racconto di chi governa i canali social di una delle regioni più sfidanti d’Italia.
La scuola di Silvio Berlusconi: disciplina, precisione e semplificazione
L’esperienza nel team di comunicazione di Silvio Berlusconi ha segnato profondamente il metodo di lavoro di Veronica Rigoni, trasmettendole regole d’oro valide per qualsiasi copywriter o digital strategist:
- La disciplina del timing: Sveglia all’alba per anticipare i flussi di notizie.
- La ricerca della perfezione: Intesa come ambizione nel trovare il miglior formato possibile affinché il messaggio sia accessibile a tutti.
- Un dogma fondamentale: “In politica si possono fare tante cose belle, ma se non si comunicano bene è come non averle fatte.”
Il “Caso Occhiuto”: zero budget in ADV, massima creatività
I numeri degli ultimi 12 mesi (maggio 2025 – maggio 2026) parlano chiaro: un engagement rate del 3,3% su Facebook (nettamente superiore alla media dei leader politici) e oltre 110.000 nuovi follower organici suddivisi tra Facebook e Instagram.
La particolarità? Zero euro spesi in sponsorizzazioni. Da quando Meta ha stretto le maglie sulla pubblicità politica (ottobre 2025), la strategia si è basata interamente sulla qualità organica:
“Noi non abbiamo mai speso un euro di pubblicità. Abbiamo investito tutto sulla creatività, sulla realtà e sui messaggi semplici ed efficaci che arrivavano direttamente dal lavoro del Presidente.”
L’outfit reale e i video “Smart”
Molti notano che nei Reel il Presidente Occhiuto appare spesso senza giacca, in camicia bianca, con un linguaggio informale e diretto. Rigoni svela che non si tratta di una costruzione a tavolino, ma della pura realtà: un leader operativo che dorme poche ore e va dritto al sodo. I video vengono girati semplicemente con un iPhone, senza regie faraoniche, perché l’autenticità è l’algoritmo più potente.
Perché Facebook non è morto e il “No” ai balletti su TikTok
Mentre molti analisti liquidano Facebook come una piattaforma obsoleta, Rigoni ne rivendica l’assoluta centralità nella comunicazione istituzionale:
“Facebook rimane il ‘Bar d’Italia’, la piazza di un comune ma con il Wi-Fi. C’è discussione, interazione, ci sono i gruppi. È una piattaforma popolare fondamentale.”
Al contrario, la gestione di TikTok richiede molta più cautela. L’errore di molti politici è fare il “copia e incolla” dello stesso contenuto su tutti i social. TikTok è caratterizzato da una velocità di scroll frenetica che penalizza l’approfondimento. Trattando temi complessi e delicati (sanità, infrastrutture, lavoro), la scelta strategica è stata quella di non snaturare il leader: “Ho un’idea molto alta della politica e non mi piace trasformare i politici in piccoli showman da social.”
I Social come sportello per il cittadino: l’impatto reale
La vera efficacia della comunicazione digitale si misura sulla sua ricaduta sociale. Nell’esperienza in Calabria, i canali social del Presidente hanno assolto a due funzioni straordinarie:
Il deterrente contro i reati ambientali
Utilizzando i video dei droni della control room regionale per mostrare i piromani beccati sul fatto, la pubblicazione social ha generato un impatto concreto sul territorio: “Il giorno dopo la pubblicazione del video, i dati degli incendiari si dimezzavano. Diventava un deterrente.”
La gestione dei messaggi privati
A notte fonda il Presidente legge i commenti , ma la vera svolta è l’organizzazione di una segreteria dedicata alla gestione dei Direct Messages (DM). I messaggi privati non vengono lasciati nel dimenticatoio, ma usati come uno sportello di ascolto attivo per prendere in carico e risolvere i problemi reali dei cittadini .
Addio al PED (Piano Editoriale Digitale)
In un mondo digitale che si muove alla velocità della luce, Veronica Rigoni si dichiara apertamente “anti-PED”:
“A me sale l’orticaria quando vedo quei calendari-totem in cui tutti i politici, a ogni festività, pubblicano la stessa grafica con la stessa frase. Per ogni argomento cerco invece di ricavare un contenuto unico, creativo, cucito su misura.”
La reattività e la capacità di narrare i fatti mentre accadono hanno sostituito la rigidità della programmazione vecchio stile.
Oltre i confini: le sfide del futuro
Dopo aver superato con grande coraggio un gravissimo incidente stradale che l’ha vista tornare in ufficio a tempo di record contro il parere dei medici (“Il lavoro è stato la mia terapia”), Veronica guarda al futuro internazionale della comunicazione.
Se dovesse scegliere una nuova sfida fuori dall’Italia? Guarda oltreoceano, affascinata dall’effervescenza comunicativa di Lula in Brasile o dalle dinamiche dirompenti di Milei in Argentina. Una dimostrazione del fatto che, a prescindere dalle latitudini, la comunicazione politica contemporanea richiede coraggio, elasticità e il rifiuto dei vecchi schemi istituzionali.
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