È possibile amministrare una delle città più viscerali, complesse e social d’Europa senza cedere alla tentazione della propaganda o della polemica quotidiana?
Nell’ultima puntata di METRICHE Talk, Domenico ha intervistato Carlo Porcaro, giornalista professionista e portavoce del Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Laureato in giurisprudenza ed ex direttore di agenzie di stampa, Porcaro guida la complessa macchina informativa di Palazzo San Giacomo in una fase amministrativa cruciale: quella in cui i grandi progetti a lungo termine iniziano a trasformarsi in risultati visibili.
Dalla strategia della “sottrazione” fino alle sfide logistiche dello scudetto, ecco i retroscena del racconto pubblico della Napoli contemporanea.
La svolta dei dati: il risveglio dell’Engagement
Dopo una prima fase di mandato molto concentrata sul risanamento dei conti e sulla tessitura di intese istituzionali (come il Patto per Napoli con il governo Draghi e l’accordo su Bagnoli con il governo Meloni), i canali social del Sindaco Manfredi hanno registrato un’impennata netta delle metriche di coinvolgimento negli ultimi mesi.
I dati raccolti da METRICHE evidenziano un cambio di passo evidente :
- Instagram: L’engagement rate è balzato dallo 0,29% all’1,2%.
- Facebook: Il tasso di coinvolgimento è cresciuto dallo 0,14% allo 0,69%.
Porcaro spiega questo fenomeno non come un cambio repentino di strategia, ma come la naturale evoluzione della “politica dei fatti”:
“I progetti del PNRR e della rigenerazione urbana richiedono tempo. A Napoli ci sono cantieri ovunque, e questo crea inevitabilmente disagi. Ma quando i lavori arrivano a un punto di svolta — come il cantiere della metropolitana a Piazza Municipio, atteso da decenni — spiegarli e mostrarli ai cittadini genera un impatto emotivo enorme. Ai napoletani piace vedere il senso del cambiamento epocale.”
Comunicare per Sottrazione in una città “iper-esposta”
Una delle cifre distintive della leadership di Gaetano Manfredi è il ricorso al cosiddetto soft power: un approccio atipico, basato sul dialogo istituzionale, che rifiuta la contrapposizione frontale o la ricerca del titolo sensazionalistico a tutti i costi.
In totale controtendenza rispetto al recente passato della città, Porcaro descrive una precisa scelta strategica basata sulla moderazione:
“In questi anni abbiamo lavorato molto di sottrazione. Sarebbe stato facilissimo rispondere con titoli piccati alle critiche, alle provocazioni o alle invettive politiche. Avrei guadagnato la prima pagina il giorno dopo, ma non avrebbe fatto il bene della comunità. Abbiamo preferito disinnescare i conflitti con la calma e la signorilità. Quasi mai la propaganda coincide con il bene comune.”
Un esempio emblematico di questo stile sobrio? Nei video sui cantieri, Manfredi non indossa vesti scenografiche come il giubbino catarifrangente o il caschetto giallo (diventati elementi iconici per altri sindaci), a meno che non sia strettamente richiesto dalle norme di sicurezza, preferendo un’attitudine didattica e spiegazioni tecniche ma accessibili.
Gestire l’ingombro dei Leader e l’equilibrio della Città
Il portavoce ha svelato i retroscena della gestione dei rapporti con figure locali forti e polarizzanti, come il Presidente della SSC Napoli Aurelio De Laurentiis e il Governatore Vincenzo De Luca.
Durante i lunghissimi tavoli organizzativi per la gestione della festa scudetto — un evento epocale pianificato in sinergia con Prefettura e forze dell’ordine — il Campidoglio ha scelto di non farsi schiacciare dalle provocazioni contrattuali e di mettere al centro solo la sicurezza e il godimento del bene comune da parte dei tifosi. Il risultato è stato un modello logistico virtuoso (trasporti prolungati, aree pedonali estese) applaudito a livello europeo e utile come banco di prova per grandi appuntamenti internazionali, come la candidatura per l’America’s Cup 2027.
L’ascolto dei commenti e il “No” a TikTok istituzionale
Napoli è una città straordinariamente generosa e presente sulle piattaforme digitali, ma lo staff ha scelto di porre dei confini ben precisi al perimetro istituzionale. Sebbene la città sia un hub naturale di trend virali musicali e di food su TikTok, il Comune ha scelto di non aprire un profilo ufficiale del Sindaco su questa piattaforma.
L’approccio prevede l’uso consolidato di canali come X, Instagram e Facebook, ma senza snaturarsi o rincorrere fenomeni di trash virale o folklore locale.
E come reagisce Manfredi di fronte alla marea di commenti sotto i feed?
“È un grande incassatore. Ascolta tutti, si fa una risata ed è molto attento alle segnalazioni di merito. Quando un utente scrive evidenziando un reale disservizio urbano, attiviamo immediatamente gli uffici per intervenire. Isoliamo invece il rumore di fondo di chi usa i social solo per fare polemica decontestualizzata.”
Governare il Comune vs Governare la Città: verso il 2027
A un anno dal termine del mandato (fissato a maggio 2027 a causa del recupero dei tempi legati al periodo Covid), Carlo Porcaro traccia una distinzione netta che definisce la complessità del ruolo di portavoce:
“Una cosa è governare la macchina del Comune, una cosa è governare la complessità della Città. Il Sindaco è il terminale ultimo di ogni lamentela o richiesta dei cittadini, anche per competenze non sue, come quelle relative alla sicurezza gestite dalla Questura o alla tutela dei beni gestita dalle Sovrintendenze.”
Con la ricandidatura di Manfredi già confermata all’orizzonte del centrosinistra, lo staff non è ancora entrato in modalità campagna elettorale vera e propria. L’attenzione della war room resta totalmente focalizzata sul bilancio di mandato, sul completamento dei cantieri strategici in corso e sulla cura del decoro urbano quotidiano: l’unico vero carburante in grado di alimentare la fiducia reale dei cittadini.
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